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Incentivi e Bonus Fotovoltaico 2026: Tutte le Novità per i Pannelli Solari a Casa

Tempo di lettura 5 min

Scopri tutti gli incentivi per il fotovoltaico nel 2026, con requisiti e documenti necessari.

Giulia Brunazzo
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Riepilogo

Mappa Bonus 2026

Per i Privati

  • Detrazione fiscale (Bonus Ristrutturazioni): 50% sull'abitazione principale e 36% negli altri casi, per le spese pagate entro il 31 dicembre 2026. Recupero in 10 anni.
  • IVA agevolata: 10% invece del 22% sull'impianto e sulla sua installazione.
  • Reddito Energetico: contributo per famiglie con ISEE fino a 15.000 € (30.000 € con almeno 4 figli a carico). Sportello chiuso, in attesa del nuovo bando.
  • Comunità energetiche: tariffa premio per 20 anni sull'energia condivisa.
  • Bandi regionali: contributi a fondo perduto, con finestre di pochi mesi.

Per le imprese: gli incentivi sono diversi, come l'iperammortamento e il Conto Termico 3.0. Li trovi nella nostra guida agli incentivi fotovoltaico per aziende.

Nel 2026 la detrazione per il fotovoltaico resta al 50% sull'abitazione principale, ma solo per le spese pagate entro il 31 dicembre. Ecco la guida completa per orientarsi tra detrazioni, IVA agevolata, Reddito Energetico, comunità energetiche e bandi regionali.

Con la detrazione puoi recuperare fino a metà della spesa, ma solo per i lavori pagati entro il 31 dicembre: scopri subito quanto costerebbe il tuo impianto.

Incentivi per il Fotovoltaico nel 2026

Se scegli di installare un impianto fotovoltaico a casa tua nel 2026, potrai risparmiare scegliendo di applicare diversi incentivi. Ad oggi, quelli disponibili sono di cinque tipi: la detrazione fiscale (Bonus Ristrutturazioni), l'IVA agevolata, il Reddito Energetico, le comunità energetiche (CER) e i bandi regionali.

Alcuni si possono sommare: la detrazione e l'IVA al 10%, per esempio, valgono insieme sullo stesso impianto.

Qui sotto trovi, per ciascuno, cos'è, chi può richiederlo e come ottenerlo.

Infografica con elenco degli incentivi per il fotovoltaico domestico, costi e criteri di idoneità.

Detrazione Fiscale del 50% (Bonus Ristrutturazioni)

Il cosiddetto "Bonus Fotovoltaico" rientra nel classico Bonus Ristrutturazioni (art. 16-bis del TUIR). È una detrazione dall'IRPEF: una parte della spesa per l'impianto viene restituita sotto forma di tasse in meno.

Per tutto il 2026, installare il fotovoltaico sulla propria abitazione principale permette di recuperare metà della spesa (50%); negli altri casi la detrazione è del 36%. La detrazione viene restituita in 10 quote annuali di pari importo, su una spesa massima di 96.000 euro per unità immobiliare.

Esempio: per un impianto da 10.000 euro sull'abitazione principale si recuperano 5.000 euro, cioè 500 euro all'anno per 10 anni.

La detrazione si può usare solo fino all'IRPEF dovuta ogni anno: chi paga poche tasse rischia di non recuperarla tutta. Per i contribuenti con reddito superiore a 75.000 euro si applica inoltre un tetto complessivo alle detrazioni (art. 16-ter del TUIR), che può ridurre il beneficio effettivo.

Per scoprire tutto ciò che devi sapere sul Bonus Casa applicato al fotovoltaico, consulta la nostra guida aggiornata.

Chi può richiederla

Possono accedervi:

  • Proprietari e nudi proprietari.
  • Inquilini e comodatari (con consenso del proprietario).
  • Soci di cooperative e soci di società semplici.
  • Familiari conviventi che sostengono le spese.

Il 50% spetta solo a proprietari e titolari di un diritto reale (come l'usufrutto) che installano l'impianto sulla propria abitazione principale. Tutti gli altri beneficiari, come inquilini, comodatari e familiari conviventi, detraggono il 36%.

Quali spese si possono detrarre
  • L'acquisto e l'installazione dei pannelli e dell'inverter.
  • L'installazione di batterie di accumulo (anche su impianti esistenti).
  • Spese accessorie come quadri elettrici, cablaggi e manodopera.
  • Spese professionali e di progettazione.

La detrazione non vale per gli impianti installati su edifici di nuova costruzione.

Come richiederla: i documenti necessari

Per ottenere la detrazione, la burocrazia deve essere impeccabile. Ecco cosa serve:

  • Bonifico Parlante: È l'unico metodo di pagamento ammesso. Deve riportare la causale normativa (art. 16-bis TUIR), il codice fiscale del beneficiario e la P.IVA della ditta installatrice. Niente contanti o carte.
  • Titoli abilitativi: CILA, SCIA o edilizia libera, a seconda del tipo di intervento e dei vincoli presenti.
  • DiCo: Dichiarazione di Conformità dell'impianto rilasciata dall'installatore.
  • Pratica ENEA: Comunicazione obbligatoria da inviare telematicamente entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

La detrazione si indica poi nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi), a partire da quella relativa all'anno del pagamento.

Scadenze
  • Il 50% vale per le spese pagate entro il 31 dicembre 2026: conta la data del bonifico, non quella di fine lavori.
  • Dal 2027, salvo proroghe, le aliquote scenderanno al 36% e al 30%.
  • La comunicazione all'ENEA va inviata entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

IVA Agevolata al 10%

Per gli impianti fotovoltaici l'IVA è ridotta al 10% invece del 22%, sia sui componenti dell'impianto sia sull'installazione. Si somma alla detrazione fiscale.

È prevista dal DPR 633/1972 (Tabella A, parte III, numeri 127-quinquies, 127-sexies e 127-septies) e non è legata a un bonus: è l'aliquota ordinaria per gli impianti fotovoltaici, non un'agevolazione temporanea come le detrazioni.

Esempio: su un impianto da 10.000 euro più IVA, con l'aliquota al 10% si pagano 11.000 euro invece di 12.200, cioè 1.200 euro in meno. La detrazione si calcola poi sulla spesa totale IVA compresa: con il 50% si recuperano 5.500 euro.

Chi può usufruirne

Spetta a tutti, privati e aziende, indipendentemente dai bonus e dal reddito: conta il tipo di impianto, non chi lo acquista.

Su cosa si applica
  • L'impianto completo, con fornitura e installazione.
  • I singoli componenti, come pannelli, inverter e batterie di accumulo, se destinati alla costruzione dell'impianto.
  • La manodopera per l'installazione e gli interventi di manutenzione dell'impianto.
  • La colonnina di ricarica per l'auto elettrica, ma solo se fornita e installata insieme all'impianto fotovoltaico, nello stesso contratto.
Come si ottiene

Non serve alcuna domanda: l'installatore applica l'aliquota del 10% direttamente in fattura. Se invece acquisti i componenti separatamente, il venditore può chiederti una dichiarazione che sono destinati alla costruzione di un impianto fotovoltaico. In ogni caso, controlla in fattura che l'aliquota indicata sia il 10%.

Reddito Energetico

Il Reddito Energetico è un contributo a fondo perduto del GSE, istituito dal DM 8 agosto 2023, che aiuta le famiglie a basso reddito a installare un impianto fotovoltaico da 2 a 6 kW per l'autoconsumo. Il contributo viene versato direttamente all'installatore e vale fino a 2.000 euro di quota fissa più 1.500 euro per ogni kW installato: per un impianto da 3 kW, fino a 6.500 euro. In molti casi copre gran parte o tutto il costo dell'impianto.

Oltre all'impianto, il contributo copre per almeno 10 anni una polizza multirischi, la manutenzione e il monitoraggio delle prestazioni.

In cambio, per 20 anni la famiglia cede al GSE l'energia prodotta e non consumata, senza riceverne un compenso: le risorse ricavate tornano nel fondo e servono a finanziare nuovi impianti. Scopri di più nell'articolo dedicato al Reddito Energetico.

Chi può accedere e condizioni

Le famiglie con ISEE fino a 15.000 euro, oppure fino a 30.000 euro con almeno 4 figli a carico. Ci sono poi altre condizioni:

  • L'impianto deve servire l'abitazione della famiglia e la sua potenza non può superare quella del contatore (potenza impegnata).
  • Il contributo si può ottenere una sola volta.
  • L'impianto va realizzato da un'impresa iscritta al Registro Realizzatori del GSE.
  • Non si può cumulare con altri incentivi pubblici, compresa la detrazione fiscale.
  • L'80% delle risorse è riservato alle Regioni del Sud (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), il 20% alle altre.
Come si richiede e stato attuale

La domanda si presenta sul portale del GSE. L'impresa realizzatrice, che installa l'impianto e riceve il contributo, di solito segue la famiglia anche nella pratica.

Le risorse 2024 e 2025 sono esaurite e il nuovo bando non è ancora stato pubblicato; lo sportello può però riaprire se tornano disponibili almeno 5 milioni di euro da rinunce ed esclusioni.

Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)

Una comunità energetica rinnovabile (CER) è un'associazione, una cooperativa o un altro soggetto senza scopo di lucro che riunisce cittadini, imprese ed enti della stessa zona, cioè collegati alla stessa cabina primaria della rete elettrica.

Gli impianti della comunità immettono energia in rete e i membri la consumano: la parte prodotta e consumata nella stessa ora si chiama energia condivisa. Non serve un collegamento fisico tra le case: il GSE calcola l'energia condivisa ora per ora, confrontando i dati dei contatori, e su questa riconosce per 20 anni un incentivo, che la comunità ripartisce tra i membri secondo il proprio statuto.

Chi può partecipare e con quali impianti

Possono entrare in una CER privati cittadini, condomìni, piccole e medie imprese, enti locali ed enti del Terzo settore. Per le imprese, la partecipazione non può essere l'attività principale. Si può aderire in due modi:

  • Come produttore, mettendo a disposizione un impianto fotovoltaico, per esempio sul proprio tetto.
  • Come semplice consumatore, anche senza impianto: l'energia prelevata nelle ore in cui gli impianti della comunità producono conta come energia condivisa.

Gli impianti devono essere alimentati da fonti rinnovabili, avere una potenza massima di 1 MW ed essere entrati in esercizio dopo il 15 dicembre 2021. Gli impianti più vecchi possono far parte della comunità, ma non ricevono la tariffa premio.

Quanto vale

Sull'energia condivisa la comunità riceve dal GSE, per 20 anni, due importi:

  • Tariffa premio: per gli impianti fino a 200 kW va da 80 a 120 €/MWh, con una maggiorazione per il fotovoltaico al Centro e al Nord.
  • Corrispettivo di valorizzazione: un rimborso di alcuni costi di rete, pari a circa 10 €/MWh.

L'energia immessa in rete resta di chi possiede l'impianto, che può venderla a parte, per esempio con il Ritiro Dedicato del GSE.

Il contributo PNRR a fondo perduto fino al 40%, riservato alle CER nei Comuni fino a 50.000 abitanti, ha invece chiuso lo sportello il 30 novembre 2025.

Come aderire e scadenze

Per entrare in una comunità già esistente bisogna trovarne una nella propria area di cabina primaria: il GSE mette a disposizione una mappa delle cabine primarie e molti Comuni promuovono comunità sul proprio territorio.

In alternativa se ne può costituire una nuova. Servono un atto costitutivo e uno statuto, un referente che gestisce i rapporti con il GSE e almeno un impianto che rispetti i requisiti. La tariffa spetta agli impianti che entrano nel meccanismo entro il 31 dicembre 2027, o prima se si esaurisce il contingente nazionale di 5 GW.

Bandi Regionali per il Fotovoltaico

Oltre alle misure nazionali, molte Regioni pubblicano bandi per il fotovoltaico. Di solito sono contributi a fondo perduto, a volte finanziamenti a tasso agevolato, e restano aperti per pochi mesi o fino a esaurimento dei fondi.

Prima di avviare il progetto:

  • Controlla la sezione bandi del sito della tua Regione, dove vengono pubblicati avvisi e scadenze.
  • Verifica i requisiti: spesso riguardano la residenza, l'ISEE e il luogo in cui si trova l'impianto.
  • Leggi se il contributo è cumulabile con la detrazione: alcuni bandi lo ammettono, altri no.
  • Controlla i tempi: alcuni contributi, come quello del Friuli Venezia Giulia, sono riservati a impianti già installati e pagati al momento della domanda; altri richiedono la domanda prima dei lavori.
  • Muoviti per tempo: i bandi a sportello si chiudono appena finiscono i fondi.

Domande Frequenti

Esiste ancora il Superbonus per il fotovoltaico?

No, dal 2026 il Superbonus non è più disponibile per condomini e abitazioni. Resta al 110% solo per alcuni interventi di ricostruzione degli immobili danneggiati dai terremoti nei Comuni del Centro Italia colpiti dal 2009. Per tutti gli altri, l'incentivo di riferimento è la detrazione del 50%.

Posso usare il Conto Termico per il fotovoltaico di casa?

No, per le abitazioni dei privati il Conto Termico 3.0 incentiva la pompa di calore ma non il fotovoltaico, che si detrae con il Bonus Ristrutturazioni.

Ci sono incentivi per il fotovoltaico delle aziende?

Sì, ma sono diversi da quelli per le famiglie: le imprese non usano la detrazione del 50%, ma misure come l'iperammortamento, il Conto Termico 3.0 e il FER X. Li trovi nella nostra guida agli incentivi fotovoltaico per aziende.

Le batterie rientrano nel bonus 50%?

Sì, l'installazione di sistemi di accumulo, anche su impianti già esistenti (retrofit), gode della stessa detrazione IRPEF in 10 anni: 50% sull'abitazione principale e 36% negli altri casi.

Come ottenere preventivi e assistenza

Per orientarsi tra regole, aliquote e scadenze, è consigliabile confrontare più proposte da installatori qualificati.

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